Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti

I dipendenti e i collaboratori possono segnalare situazioni di illecito (fatti di corruzione ed altri reati contro la pubblica amministrazione, fatti di supposto danno erariale o altri illeciti amministrativi), di cui sono venuti a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro.

Si rammenta che l’ordinamento tutela i dipendenti che effettuano la segnalazione di illecito. In particolare, la legge e il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.) prevedono che:

  • l’amministrazione ha l’obbligo di predisporre dei sistemi di tutela della riservatezza circa l’identità del segnalante;
  • l’identità del segnalante deve essere protetta in ogni contesto successivo alla segnalazione. Nel procedimento disciplinare, l’identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo consenso, a meno che la sua conoscenza non sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato;
  • la denuncia è sottratta all’accesso previsto dagli articoli 22 ss. della legge 7 agosto 1990, n. 241;
  • il denunciante che ritiene di essere stato discriminato nel lavoro a causa della denuncia, può segnalare (anche attraverso il sindacato) all’Ispettorato della funzione pubblica i fatti di discriminazione.

Come disposto dall’art. n. 54-bis del D.Lgs. n. 165/2001, il pubblico dipendente, può effettuare la segnalazione all'Autorità giudiziaria o alla Corte dei Conti, o sul sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) 

Inoltre la segnalazione può essere indirizzata al proprio superiore gerarchico o al Responsabile dell’Anticorruzione, utilizzando il modello allegato (vedi fondo pagina).

La segnalazione – che sarà protocollata in via riservata - può essere presentata:

  1. mediante invio all’indirizzo di posta elettronica appositamente attivato dall’amministrazione: anticorruzione@uniupo.it;
  2. a mezzo del servizio postale o tramite posta interna.
Allegati: