19 ottobre, finale del 70° Concorso Viotti

Mercoledì, Ottobre 9, 2019 - 18:00

È piena di sonorità asiatiche la finale del 70° Concorso Internazionale di Musica “G.B. Viotti”, la più longeva competizione di musica classica al mondo per numero di edizioni. I cinesi Yilan Zhao e Ziyu Liu e il coreano Hans Suh si contenderanno gli ambitissimi premi nel gran concerto di sabato 19 ottobre, alle 20.30, con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova diretta dal maestro Daniel Somogyi-Tóth.

La semifinale ha registrato un altissimo livello di qualità. Non è stato semplice per la giuria, presieduta da Jun Kanno, scegliere i tre finalisti nella rosa di sei candidati, tra cui l’italiano Axel Trolese, che per un soffio ha mancato il traguardo finale. Non certo per un’esecuzione inferiore; i commissari hanno a disposizione diversi criteri per la valutazione e, se è il caso, la ripetono, anche più volte. Ad ogni modo, dal 2002 un italiano non riesce più a raggiungere il podio.

In compenso, la Cina, che negli ultimi anni ha incredibilmente rafforzato l’educazione artistica e musicale, potrebbe afferrare la prima affermazione assoluta nella storia del Concorso Viotti. Più nutrito il palmarès della Corea, che conta già quattro vittorie, la prima delle quali fu conquistata nel 1985 da Mi-Joo Lee, oggi professore ordinario all’Universität der Kunste di Berlino.

Yilan Zhao, splendida ragazza di 24 anni, dopo i primi studi in patria si è trasferita alla Juilliard School di New York e ora si sta perfezionando a Zurigo. In finale suonerà il “Rach 2”, uno dei concerti per pianoforte più famosi di sempre, il più popolare di Sergej Rachmaninov, non privo di insidie tecniche. La grandezza monumentale del Primo Concerto di Čajkovskij metterà alla prova Ziyu Liu, ventunenne, già descritto come «poeta della tastiera con tocco sensibile e sensuale» dai giornali tedeschi. Sta infatti terminando gli studi alla Hochschule di Hannover.

Il coreano Hans Suh, ventinovenne, ha già frequentato i palcoscenici e si è affermato in alcuni concorsi; ha infatti evitato la preselezione viottiana, avendo vinto il “Isang Yun” in patria, competizione riconosciuta dalla Federazione Mondiale dei Concorsi Internazionali di Musica. Potrebbe stupire giuria e pubblico con l’esecuzione del Primo Concerto di Brahms, opera grandiosa del compositore di Amburgo.

I concorrenti proveranno senza sosta in queste giornate che li separano dalla serata di gala, assistiti dalla squadra dei Viotti Angels, le studentesse e gli studenti dell’Università del Piemonte Orientale che non li hanno persi di vista un solo momento da quando sono arrivati a Vercelli. Dietro le quinte si percepisce una formidabile energia giovanile, che trasmette contagioso entusiasmo; tra il pubblico del teatro, zeppo come si conviene per le grandi occasioni, ci saranno tanti loro amici, forse per la prima volta a contatto con la musica classica o una manifestazione storica di così grande prestigio.

Possono essere soddisfatti gli organizzatori di questa settantesima edizione: Maria Arsieni Robbone, presidente della Società del Quartetto, storico promotore del Concorso; Gian Carlo Avanzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale, il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Fernando Lombardi. In platea ci saranno tutti gli sponsor, sostenitori, benefattori e amici che tiferanno per l’uno o per l’altro concorrente; l’intero pubblico, del resto, sarà chiamato a votare durante l’intervallo per assegnare il Premio forse più ambito, perché segnala il gradimento di quelli che saranno i fan di una luminosa carriera.

Per conquistare l’ultima manciata di posti in galleria, ci si può recare alla Segreteria della Società del Quartetto, via Monte di Pietà 39, o al botteghino del teatro. Alle 20.30 precise di sabato, sipario!

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Ultimo aggiornamento 17/10/2019 - 14:27